Poi, la bellezza

Poi, la bellezza

prima il nulla

Conosco il sapore dell’orrido, è fatto di discorsi costruiti su fondamenta di tristezza, architetture inutili, quotidianamente lo si attraversa, ne siamo intrappoli, ce ne siamo abituati cosi tanto da crederlo l’unico sentiero percorribile. Il tremendo, paradossalmente,  ci fa sentire forti, invincibili, è un lento e inesorabile processo di annichilimento, ci regala l’illusione che ogni fare arrogante cela. Credo sia il gusto del potere per il potere, un cerchio chiuso, fine a se stesso, arido come la terra crepata che crepa anche noi.
Poi ci sono le parole delle poesie, i canti popolari, le danze sul mondo, i colori senza cornici, le pieghe delle sculture, i particolari di una fotografia: la bellezza.
L’arte custodisce un’azione salvifica, medicamentosa,  credo in questo come altri credono nell’esistenza di Dio.
 

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