La cipollata ad imitazione di quella di Lina

La cipollata ad imitazione di quella di Lina

di Leonardo Agate

E se sapessi cucinare come mi cucinava Lina, potrei anche fare a meno di Lina, almeno per l'aspetto "cucina", preparerei stasera la sua mitica cipollata, non mi sembra una cosa difficile, me la spiegava un pomeriggio mentre la preparava, le cipolle, tre o quattro a seconda delle grossezza o se vuoi farne due o tre piatti devono essere tagliate finemente, lasciate in acqua per almeno un'ora in modo da togliergli l'amaro, dopo vanno messe in un tegame o cazzeruola, non conosco precisamente la differenza ma credo che sia poca, senza aggiungerci altro e a fuoco forte per i primi minuti, facciamo cinque o sette o otto per non sbagliare, melius abundare quam deficere, non so chi l'abbia detto, ma é un detto che ha avuto lunga, millenaria fortuna, vuoi che sia sbagliato? manco a pensarci, sicuro é pure che la fiamma dopo dovrà essere ridotta al minimo per una lenta cottura, di tanto in tanto bisogna rigirare le fettine di cipolla con la paletta, di legno eh per non rigare il tegame e per dare all'ortaggio il tocco delicato che solo il legno sa dare, intanto posso - devo prendere i pomodorini dolci di Pachino, i più piccoli non devono essere tagliati, quelli più grossi si possono dividere in due, l'aglio da aggiungere si lascia cadere a spicchi interi, fa molto bene, forse fa puzzare leggermente l'alito, ma é un odore piuttosto che una puzza, poi vuoi mettere le caratteristiche organolettiche dell'aglio nell'intestino? agevola tutto, non so quanti organi interessa e fa fare più pipì, il che non é tanto, ma aiuta ad eliminare le scorie dell'organismo, mi sembra che a questo punto della digressione dovrei pensare a continuare la preparazione e mi ricordo che c'é da prendere il prezzemolo, lavarlo perché chissà in quale orto e con quali concimi é stato nutrito per crescere così alto e bello, quello che mia zia teneva nei vasi e usava per la propria cucina non veniva mai così alto e rigoglioso, era meno bello a vedersi, faceva una magra figura a fianco del prezzemolo comprato dal fruttivendolo, e da ragazzo avrei voluto quel prezzemolo commerciale, invece ora faccio ammenda e preferirei poter avere il prezzemolo di mia zia, che non ce l'ha più perché mia zia non c'é più, ho perso con lei anche il buono del vecchio prezzemolo, francamente non ricordo se Lina ci mette pure qualcosa d'altro, un poco d'olio certo, ma quando? durante la cottura delle cipolle o verso la fine o a cottura ultimata, questo é un problema non meno difficile di un'equazione per me principiante, non so se i libri di cucina potrebbero aiutarmi, devo passare da Fogliodicarta per vedere se qualcosa ha, ma se stasera devo cucinare non posso uscire, so fare una sola cosa alla volta, mica sono come le donne che per natura sono capaci di fare più cose contemporaneamente, me l'ha spiegato un signora che é proprio delle donne saper fare contemporaneamente più cose, mentre cucinano per il marito i figli la famiglia insomma hanno da badare al bambino che strilla come strillerebbe il marito se tornando dal lavoro non trovasse pronto da mangiare, allora che ti fa l'intelligente Angelo della casa? semplice, con una mano spinge avanti e indietro il passeggino che tiene vicino e con l'altra mano prende le pentole, ci mette l'acqua, gira le pietanze, avviene talvolta che abbia bisogno delle due mani e lascia per poco il pargoletto fermo, ma solo per poco, giusto il tempo di tagliare le cipolle o sbucciare le patate o fare qualcos'altro che richiede l'impiego delle due mani, penso che se ne avesse tre di mani sarebbe meglio, per lei per il marito per il pargolo, ma il buon Dio non é stato generoso con le donne, loro ne hanno a vendere di generosità e si ingegnano in mille modi per fare contemporaneamente più cose nell'intereresse del marito del figlioletto della famiglia, solo cha a questo punto devo tornare alla mia preparazione culinaria se voglio mangiare come si deve, decidendo di aggiungere il trito di prezzemolo verso la fine della cottura ed essendomi ricordato, e l'ho fatto, di aggiungere i pomodorini un quarto d'ora prima  della fine della cottura e gli spicchi d'aglio molto prima, essendo passato il giusto tempo posso scodellare il tutto su una ciotola e farlo riposare una manciata di minuti perché scotta, oppure posso portare  il tegame su un asse di legno sul tavolo da pranzo e così passare con un cucchiaione o con un semplice cucchiaio se non trovo il cucchiaione la cipollata sul mio piatto, solo sul mio stasera che Lina é a oltre mille chilometri di distanza, e magari là prepara la cipollata per i suoi, ed io qua a scoprire se questa mia, fatta ad imitazione della sua, sia buona non dico come quella che mi ha fatto gustare lei, ma almeno mangiabile, che Dio me la mandi buona, come diceva quel prete in attesa della perpetua.  

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