La caduta, il sudario e il manto

La caduta, il sudario e il manto

Marsala Giovedì Santo 2014

Qui a Marsala il Cristo, trascinato per le strade come un pezzo di carne senz’anima,  deriso come l’ultimo dei buffoni, frustato come il  più crudele tra gli assassini: cade.
Qui a Marsala la caduta è l’essenza della Pasqua, una intera comunità sospende il fiato al suono legnoso del tonfare della croce,  la cupezza di quel suono corre sui volti per narrare nelle espressioni tutto l’orrore racchiuso nel compiersi di una ingiustizia.
Qui a Marsala si piange la più grande tra le ingiustizie: la violazione del giusto.
Qui a Marsala un lungo sudario è già pronto per la sepoltura e ancora una volta la Veronica non potrà impedire che tutto si compia, ancora una volta credendo di asciugare lacrime si troverà tra le mani sangue.
Qui a Marsala l’Addolorata già piange, da ore piange interrottamente, il suo volto è livido e scuro, i suoi occhio sono cupi e lo sguardo proiettato nel nulla non vede che dolore.
Qui a Marsala le mani gonfie di una donna reggono il manto della madonna, quelle mani sanno che cos’è il dolore, perchè cosi è da sempre e per sempre, le donne metabolizzano il male.
Qui a Marsala, perché come è giusto che sia la vita continua, in fondo al corteo funebre, palloncini colorati e un uomo che urla: “calia, calia, calia e simenza, accattateci u palloncino o nicu”
 

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